Il presidente uscente degli Stati Uniti d’America Joe Biden è assurto alla presidenza il 20 gennaio 2021 nel contesto di un Paese messo a dura prova dalla pandemia di Covid-19, con una economia in marcato rallentamento (meno 3,5 per cento del Pil reale, peggiore performance dal secondo Dopoguerra1, disoccupazione al 6,3 per cento rispetto al 3,5 pre Covid2) e una società, ieri come oggi, fortemente polarizzata. La sua presidenza è stata segnata da un tentativo ambizioso di rivitalizzare l’economia americana e rafforzare l’ordine internazionale liberale, ma sfide interne ed esterne hanno messo a dura prova queste ambizioni.
I primi mesi della nuova amministrazione sono stati caratterizzati da grandi piani di ripresa economica nonché dalla determinazione di stabilire relazioni internazionali maggiormente collaborative rispetto alla precedente amministrazione Trump. Ma la situazione geopolitica configuratasi in questo quadriennio – dalla crisi in Ucraina alla competizione con la Cina – sommata ad una serie di criticità interne, come l’immigrazione al confine con il Messico e la crescente inflazione, hanno progressivamente eroso il consenso attorno alla presidenza democratica.
L’amministrazione Biden ha cercato di ricostruire un senso di unità nazionale e di arginare l’ascesa di movimenti populisti, che negli Stati Uniti si esprimono attraverso una forte opposizione al ruolo del governo federale, una retorica contro le élite politiche e mediatiche e il rifiuto di politiche percepite come a vantaggio di gruppi privilegiati. Eppure, le profonde divisioni politiche e sociali, unite al perdurare di disuguaglianze economiche e culturali, hanno ostacolato questo obiettivo, lasciando spazio al ritorno di narrative populiste che si sono rivelate centrali nelle elezioni del 2024. Con questo articolo Itineraria vi propone un bilancio sintetico dei quattro anni di presidenza democratica, focalizzandosi sui temi dell’economia, dell’immigrazione e della politica estera, con uno sguardo alle ragioni del verdetto elettorale.
ECONOMIA
Inflazione e mercato del lavoro
Nel 2021 il neo-presidente ha messo in essere corpose misure per stimolare la ripresa post Covid, a partire dall’ARPA (American Rescue Plan Act): un piano di 1,9 trilioni di dollari finalizzato a sostenere famiglie e imprese tramite assegni diretti ai cittadini a basso reddito, sostegno ai disoccupati, alle famiglie, fondi al settore istruzione, assistenza a stati e governi locali, finanziamenti per vaccinazioni e assistenza sanitaria. Nell’autunno del 2021 è seguita la Bipartisan Infrastructure Law, altro ragguardevole stanziamento teso a riammodernare strade, ponti, trasporti pubblici e banda larga. In conseguenza di tali misure la disoccupazione, che nel 2020 superava il 6%, è gradualmente scesa al il 3,8% entro fine 20233. Ma vi sono stati dei contraccolpi: la notevole immissione di denaro pubblico nell’economia ha portato a un aumento della domanda aggregata che ha determinato una forte crescita dell’inflazione, causata anche dai drammatici problemi nelle catene di approvvigionamento globali, dovuti alla pandemia e a contemporanee turbolenze geopolitiche, come l’attacco russo all’Ucraina.
Così, dopo questa prima fase ultra espansiva, davanti ad una inflazione con picchi al 7, 8 %, nel 2022 la Federal Reserve (Banca Centrale degli Stati Uniti d’America) è intervenuta con rialzi dei tassi di interesse per frenare la corsa dei prezzi4, con effetti tangibili sul costo di mutui e prestiti e impatti negativi su risparmi, consumi e investimenti.
Politiche di reindustrializzazione e transizione ecologica
In campo industriale la presidenza Biden è stata segnata dal cosiddetto reshoring: il ritorno di una produzione industrial-manifatturiera moderna e competitiva negli Stati Uniti. Tale decisione si è tradotta nel Chips and Science Act, mirato a sostenere e incentivare la produzione nazionale di semiconduttori riducendo la dipendenza dall’Asia5in un settore cruciale. L’Inflation Reduction Act, oltre a contenere misure tese a contrastare la crescente inflazione, ha incluso ingenti investimenti volti a ridurre le emissioni di gas serra e a potenziare la filiera delle rinnovabili6.
I pacchetti per stimolare l’economia e gli investimenti nel campo dell’alta tecnologia hanno sostenuto una robusta ripresa del Pil, ma l’inflazione rimasta elevata e il conseguente rialzo del tasso dei mutui hanno intaccato il potere d’acquisto e frenato i consumi della classe media.
IMMIGRAZIONE
Nonostante l’intento dichiarato di differenziarsi dalle politiche restrittive del predecessore, l’amministrazione ha dovuto affrontare un aumento significativo dei flussi migratori al confine meridionale degli Stati Uniti7
Inizialmente il nuovo presidente ha cercato di smantellare alcune misure del primo Trump, come il programma “Remain in Mexico”8, che obbligava i richiedenti asilo ad attendere in Messico durante l’elaborazione delle loro domande. Nel 2023 segue la controversa eliminazione del Title 429. Nel tempo, con l’aumento dei flussi migratori sono state implementate misure più restrittive10, alcune delle quali paragonabili a quelle precedenti11.
Questi anni hanno evidenziato le difficoltà dell’amministrazione nel bilanciare le promesse di una politica migratoria più umana con il numero di arrivi crescente, nonché le pressioni e le critiche che arrivano tanto dai conservatori che dai progressisti. Come era lecito aspettarsi l’immigrazione è diventata una dei temi principali delle elezioni del 2024 svolgendo un ruolo importante nel dibattito elettorale.
POLITICA ESTERA
Ucraina
Di fronte all’aggressione russa all’Ucraina febbraio 2022, Biden ha assunto una linea dura, varando ingenti pacchetti di aiuti militari e umanitari per decine di miliardi di dollari a Kiev e coordinando sanzioni occidentali senza precedenti contro Mosca, con l’esito di ricompattare la Nato.
Tre anni e centinaia di migliaia di morti dopo purtroppo il conflitto permane, rinforzando le critiche che l’opinione pubblica di orientamento repubblicano ha mosso alla presidenza in questi anni alla determinazione di un impegno assai gravoso in un teatro tanto lontano in un conflitto di attrito dall’esito tormentato e incerto. Impegno senza il quale tuttavia l’Ucraina non avrebbe resistito così a lungo, finendo per venire fagocitata dall’ingombrante vicino.
Medio Oriente
La politica della presidenza americana nell’area è stata forgiata da sfide complesse.
La caotica uscita di scena dall’Afghanistan nell’agosto 202112 ha sollevato dubbi nel mondo in merito alla capacità americana di mantenere la leadership globale, incoraggiando attori regionali come l’Iran a una maggiore intraprendenza. Biden ha tentato di rientrare nell’accordo sul nucleare iraniano del 2015 per limitare lo sviluppo nucleare persiano, ma senza risultati concreti13. Al contempo si è cercato di rivitalizzare i rapporti con alleati arabi come Emirati Arabi Uniti ed Arabia Saudita, al fine di contenere spinta iraniana e stabilizzare i mercati energetici14.
Tra il 2023 e il 2024 il regime degli ayatollah ha intensificato il proprio sostegno ai suoi proxy in Siria, Libano, Yemen e Iraq, attraverso trasferimenti di armi e tecnologia, consolidando il proprio ruolo di aspirante primattore regionale15.
Il contemporaneo conflitto deflagrato tra Israele e Hamas, sostenuta anch’essa dall’Iran, ha reso ulteriormente complesso il quadro geopolitico. L’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 ha provocato oltre 1.400 vittime israeliane e una risposta militare israeliana devastante, durata sino ad oggi, con decine di migliaia di vittime palestinesi nella Striscia di Gaza16. Gli Stati Uniti hanno offerto pieno sostegno militare e diplomatico a Israele, ma Biden non ha mancato di criticare Netanyahu per un approccio giudicato eccessivamente aggressivo, riflesso di un rapporto spesso complesso tra i due Paesi.
In Libano, Hezbollah ha subito pesanti sconfitte militari da parte israeliana, perdendo quadri di primo piano17, mezzi e infrastrutture.
Un altro, duro colpo per Teheran è stata la caduta del regime di Assad in Siria a dicembre 2024 che ha privato i persiani e la Russia di un alleato chiave nella regione18. Nel mentre la Turchia di Erdogan, nel quadro più ampio della sua partita autonoma, intensificava le critiche contro le operazioni israeliane e proponendosi come mediatore alternativo19.
A gennaio 2025, un fragile cessate il fuoco mediato da Stati Uniti, Qatar20 ed Egitto ha portato alla liberazione di ostaggi e all’invio di aiuti umanitari a Gaza.
Nonostante alcuni successi importanti, la politica americana nella regione non è riuscita a risolvere nodi strutturali come la questione palestinese. Il lascito dell’amministrazione Biden nella regione sarà quindi ricordato come un mix di risultati e sfide irrisolte.
Cina e Taiwan
Le tensioni nello Stretto di Taiwan sono aumentate negli ultimi anni, con la Cina che ha intensificato le esercitazioni militari attorno all’isola. L’amministrazione Biden ha risposto in modo cauto ma deciso, ribadendo l’impegno a sostenere Taiwan attraverso forniture militari e diplomatiche, evitando al contempo di provocare una crisi con Pechino.
Parallelamente, gli Stati Uniti hanno rafforzato i legami con gli alleati asiatici per contenere la Cina. L’accordo AUKUS tra Australia, Regno Unito e Stati Uniti, annunciato nel 2021, è stato ampliato nel 2023, includendo piani per lo sviluppo di sottomarini a propulsione nucleare e una maggiore condivisione di tecnologia militare avanzata21. Inoltre, Washington ha mediato una storica intesa tra Giappone e Corea del Sud22, migliorando la cooperazione trilaterale per ottenere il contenimento cinese nella regione indo-pacifica. Nel 2023 Gli Stati Uniti hanno anche rivitalizzato il Quad23, rafforzando la cooperazione con Australia, Giappone e India in ambiti come la sicurezza marittima e le infrastrutture.
Queste mosse sono state affiancate dal rafforzamento delle infrastrutture militari americane nelle Filippine, con l’Enhanced Defense Cooperation Agreement (EDCA) del 201424, e sull’isola di Guam, dove sono stati installati avanzati sistemi di difesa missilistica come il THAAD (Terminal High Altitude Area Defense)25. Tali iniziative riflettono la volontà degli Stati Uniti di controbilanciare l’espansione cinese e preservare la stabilità delle rotte commerciali globali.
Restrizioni sulle esportazioni di tecnologie IA: i Paesi coinvolti e la loro efficacia
Nei suoi ultimi mesi l’amministrazione ha rafforzato il controllo sulle esportazioni di tecnologie IA con quattro provvedimenti chiave. L’Executive Order 1411026 ha posto le basi per la regolamentazione dell’IA negli Stati Uniti, ma è stato abrogato dal nuovo presidente a poche ore dal suo insediamento. Gli altri tre provvedimenti27, adottati nell’ultima settimana di mandato, hanno riguardato restrizioni sulle esportazioni di semiconduttori, l’uso di infrastrutture federali per i data center IA e un piano sulla cybersecurity legata all’intelligenza artificiale. L’obiettivo era limitare l’accesso di Cina e Russia a semiconduttori avanzati, mentre Paesi alleati come Unione Europea, Regno Unito, Giappone, Corea del Sud, Canada e Israele hanno mantenuto pieno accesso alle innovazioni statunitensi.
Il destino degli ultimi tre provvedimenti rimane incerto sotto la nuova amministrazione, che non ha ancora chiarito se li manterrà, li modificherà o li revocherà. Nel frattempo, sistemi come DeepSeek hanno evidenziato la difficoltà di bloccare completamente la diffusione di tali innovazioni, dimostrando che l’interconnessione globale delle tecnologie rende complesso un controllo totale.
Questo tipo di politiche sta spingendo la Cina a perseguire un suo stack tecnologico alternativo che a lungo andare la renderà autonoma rispetto all’Occidente, con tutti i rischi del caso.
Conclusioni
La sconfitta del Partito Democratico alle presidenziali americane 2024, è dovuta a una combinazione di fattori interni ed esterni che hanno eroso la fiducia degli elettori. La tardiva rinuncia di Biden a correre come candidato per i pesanti problemi di salute emersi, seguiti dalla poco incisiva sostituzione in corsa con Kamala Harris, hanno anche essi certamente avuto un peso. In economia, nonostante l’inflazione persistente, l’amministrazione Biden ha al suo attivo risultati come la crescita del Pil reale del 5,9% nel 2021, miglior risultato da decenni, e un rapido calo della disoccupazione, tornata ai livelli pre-pandemia entro la metà dello stesso anno. Ciò nonostante, questi risultati non sono stati sufficientemente percepiti dagli elettori, che hanno continuato a sentire il peso dell’inflazione, con l’aumento dei prezzi dell’energia e dei beni essenziali. I dati macroeconomici positivi dell’amministrazione hanno cozzato con la percezione della realtà quotidiana della classe medio-bassa, che ha visto ridurre dall’inflazione il suo potere d’acquisto, decidendo di voltare pagina.
Un ulteriore elemento di disconnessione dal Paese reale può essere individuato nella vicenda dell’approccio regolatorio, quasi europeo, dell’amministrazione nei confronti dello sviluppo di nuove tecnologie, prima fra tutte la IA, con il risultato di vedere le aziende del settore rivolgersi verso il campo politico opposto.
Sull’ immigrazione si è faticato nel trovare un equilibrio tra le promesse di una politica più umana e le pressioni per un controllo più rigoroso del confine meridionale in seguito ai massicci arrivi, finendo per scontentare sia gli elettori conservatori, che chiedevano politiche più dure, sia i progressisti, delusi dall’assenza di una riforma migratoria organica. La percezione di un confine fuori controllo ha quindi contribuito ad assottigliare il consenso verso i dem, incidendo negativamente sul risultato elettorale.
I progressi nelle relazioni internazionali sono stati oscurati dall’instabilità globale e dal crescente costo economico delle operazioni, contribuendo a rafforzare la narrativa repubblicana di una leadership debole e inefficace. Eventi come il caotico ritiro dall’Afghanistan e il prolungato conflitto in Ucraina hanno alimentato critiche bipartisan, minando la percezione della competenza strategica dell’amministrazione.
Alla fine, la presidenza Biden sarà ricordata come un tentativo di riformare e modernizzare il Paese, frenato però da crisi esterne, sfide interne e un contesto politico fortemente divisivo. Il ritorno di Trump segna un monito per i dem: l’urgenza di politiche che non solo affrontino le sfide globali, ma che risuonino anche nelle vite quotidiane di tutti quanti gli americani. Impresa non semplice in un Paese spaccato a metà.
1 https://www.bea.gov/sites/default/files/2021-03/gdp4q20_3rd.pdf
2 https://www.bls.gov/news.release/archives/empsit_02052021.htm
3 https://data.bls.gov/timeseries/LNS14000000
4 https://www.washingtonpost.com/us-policy/2022/06/15/fed-rate-hike-inflation/
5 https://education.cfr.org/learn/reading/global-semiconductor-shortage
6 https://www.politico.com/news/2023/08/16/biden-ira-climate-law-anniversary-00111471
7 https://www.cbp.gov/newsroom/stats/nationwide-encounters
8 https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/06/30/usa-la-corte-suprema-boccia-la-legge-anti-migranti-di-trump-biden-ora-puo-abolire-il-remain-in-mexico/6645613/
9 https://www.bbc.com/news/world-us-canada-65477653
10 https://www.wsj.com/politics/elections/how-the-democrats-bungled-the-politics-of-immigration-0569acfc?
11 https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/immigrazione-biden-come-trump-176055
12 https://www.brookings.edu/articles/withdrawing-troops-from-afghanistan-bidens-unforced-error-puts-america-at-risk/
13 https://www.ilpost.it/2021/11/28/negoziati-nucleare-iraniano/
14 https://www.aljazeera.com/news/2021/9/27/saudi-us-military-ties-continue-despite-rights-reset
15 https://www.foreignaffairs.com/articles/israel/2020-12-14/iran-syria-stay
16 https://www.theguardian.com/world/2025/jan/17/gaza-humanitarian-crisis-wont-end-with-the-ceasefire
17 https://www.bbc.com/news/articles/c5y9wyy9pr2o?os=
18 https://carnegieendowment.org/middle-east/diwan/2024/12/bashar-al-assad-of-syria-has-been-ousted-from-power?lang=en
19 https://www.treccani.it/magazine/atlante/geopolitica/La_Turchia_mediazione_Israele_palestinesi.html
20 https://www.agi.it/estero/news/2024-10-09/qatar-mediatore-guerra-striscia-gaza-28194470/
21 https://it.insideover.com/difesa/hub-militari-e-produttori-di-munizioni-tutti-gli-alleati-asiatici-usa-nella-contesa-contro-la-cina.html
22 https://www.rainews.it/articoli/2023/08/biden-a-camp-david-per-summit-con-giappone-e-corea-del-sud-un-mondo-piu-sicuro-se-saremoinsieme-86695b17-22d9-4a8e-88c4-8724f8183feb.html?utm
23 https://www.reuters.com/world/asia-pacific/australia-foreign-minister-says-quad-washington-shows-iron-clad-commitment-2025-01-20/
24 https://www.ilfattoquotidiano.it/2023/02/05/gli-usa-rafforzano-la-presenza-nellindo-pacifico-apriranno-nuove-basi-nelle-filippine-giappone-e-australia-in-funzione-anti-cinese/6990203/
25 https://www.pacom.mil/Media/News/News-Article-View/Article/3714838/thaad-battery-in-guam-successfully-completes-table-viii-evaluation/
26https://en.wikipedia.org/wiki/Executive_Order_14110#:~:text=Executive%20Order%2014110%2C%20titled%20Executive,former%20U.S.%20President%20Joe%20Biden
27 https://natlawreview.com/article/out-bang-president-biden-ends-final-week-office-three-ai-actions-ai-washington