Quando Alexandre Kojève, nel secondo dopoguerra, immaginava la nascita di un Impero Latino, non pensava a un progetto di dominazione ma alla possibilità di un’unione tra nazioni apparentate. Legate da una profonda parentela linguistica, culturale e spirituale, Francia, Italia e Spagna rappresentavano una concreta alternativa al futuro mondo bipolare. Lingue romanze, tradizione cattolica e una comune mentalità mediterranea definivano per lui una civiltà compatta, capace di costituire un polo politico autonomo in un mondo che di lì a poco sarebbe stato dominato da un unico grande impero.
Ma questa latinità non si fermava all’Europa. Come ha mostrato Michel Gobat, l’idea stessa di America Latina nacque nel XIX secolo come estensione transatlantica di questa identità: le élite ispano-americane adottarono il termine “latino” per distinguersi dall’espansione anglosassone e riaffermare la loro appartenenza alla stessa famiglia romanica del Sud Europa. È da questa genealogia condivisa – una latinità a due sponde – che nasce la continuità storica tra Europa mediterranea e Sud America.
Tra “Sud” del mondo.
Oltre alle radici culturali, la romanità giuridica ha consolidato un terreno comune duraturo: gli ordinamenti di Argentina, Brasile, Messico e Perù appartengono al sistema di civil law di tradizione romano-continentale, erede diretto del diritto romano tramite le codificazioni europee dell’Ottocento. Codici civili organici, centralità della legge scritta, principi su proprietà, obbligazioni e famiglia modellati secondo istituti romanistici, rendono gli apparati normativi dell’America Latina strutturalmente vicini a quelli italiani e spagnoli. Questa convergenza giuridica non è solo storica: determina compatibilità tecnica ed elevata interoperabilità istituzionale tra le due regioni.
Ma la continuità più tangibile tra le due sponde è quella demografica. Non è un caso che in Italia e in Spagna le comunità latino-americane abbiano trovato spazio, radicandosi e prosperando in stretto dialogo con le società locali; allo stesso modo, l’America Latina è sempre stata estremamente permeabile all’arrivo e all’insediamento di comunità italiane e spagnole.
Nel caso italiano,al 31 dicembre 2024, gli italiani residenti all’estero sono 6,38 milioni, di cui circa 2,1 milioni in America centro-meridionale; le comunità più numerose si trovano in Argentina (quasi un milione) e Brasile (oltre 670.000), mentre crescono anche i nuclei in Perù e Messico, spesso legati a mobilità recente e a richieste di cittadinanza iure sanguinis. Allo stesso tempo, l’Italia ospita comunità sempre più rilevanti provenienti da Ecuador, Perù, Colombia, Brasile e Argentina. Questi flussi bidirezionali – famiglie transnazionali, doppi passaporti, rimesse, ritorni – rendono la latinità non solo una memoria storica ma una rete sociale viva, che connette concretamente Sud Europa e Sud America nel presente.
Prove di partnership
Se sin dalla sua origine il Sud America si autodeterminò “latino” proprio per distinguersi dall’espansione dell’impero anglosassone, risulta ancora più evidente l’occasione mancata da parte dell’Unione Europea nel raccogliere questo invito implicito. Per anni Bruxelles ha discusso linguaggi, strumenti e priorità per definire un vero partenariato strategico con l’America Latina, senza però trasformare questa vicinanza storica in una relazione politica strutturata. Eppure, i vantaggi di un’alleanza tra le due sponde transatlantiche sarebbero molteplici: Europa e America Latina condividono molto più che radici culturali o affinità giuridiche, condividono le stesse grandi alleanze – inclusa quella con gli Stati Uniti – fino a subirne, in parte, la stessa posizione subalterna.
In questo quadro asimmetrico, la cooperazione tra i “Sud” del mondo avrebbe potuto perseguire almeno due obiettivi strategici: ridurre la dipendenza comune dalle risorse statunitensi e costruire un blocco politico in grado di controbilanciare l’influenza predominante di Washington.
La mancata occasione si conferma con il vertice EU-CELAC del 9 novembre 2025. Riprogrammato dopo l’ultimo del 2023, preceduto da otto anni di stop dal 2015. L’incontro, carico di aspettative, avrebbe dovuto riavviare iniziative bipartisan tra i due continenti per troppo tempo lasciate in sospeso.
A destare i primi segnali di preoccupazione sono state le numerose assenze da parte di capi di stato e di governo da entrambi gli schieramenti. Solo 12 dei 33 Paesi CELAC hanno confermato la loro presenza al vertice, e tra questi Messico e Argentina non erano presenti. Grandi assenti per il blocco europeo sono stati la presidente Ursula Von der Leyen, Emmanuel Macron e la presidente Giorgia Meloni. Presente, a conferma dell’interesse attivo del Paese verso il continente, il presidente spagnolo Pedro Sanchez, unico convinto sostenitore di una possibile quanto necessaria alleanza tra Sud del mondo.
Nonostante l’assenza di un così ampio e significativo numero di leader, la dichiarazione finale del vertice restituisce una volontà condivisa nel concentrarsi su alcune priorità comuni: l’azione climatica in vista della COP30, la cooperazione sulle risorse energetiche e sulle infrastrutture critiche, la sicurezza delle rotte marittime e il contrasto al narcotraffico, insieme al rafforzamento della Partnership UE-CELAC su giustizia e sicurezza.
La ritrovata volontà di rafforzare l’alleanza non cancella purtroppo i ritardi con cui questi accordi sono stati faticosamente raggiunti. Esempio tra tutti è l’accordo UE-MERCOSUR, la cui nascita ha impiegato 25 anni; un partenariato di libero scambio che prevede l’eliminazione o la riduzione significativa dei dazi tra Europa e America Latina. La proposta di ratifica, presentata nel dicembre 2024 dalla Commissione europea, ha subito l’ennesima frenata a novembre 2025. Quasi un anno dopo, alcuni Paesi europei, tra cui spiccano Francia e Italia, restano ancora scettici sull’impatto che l’approvazione dell’accordo avrebbe sul settore agroalimentare, che risulterebbe il più colpito.
Le riserve che impediscono la ratifica dell’accordo, seppure valide nel merito, non giustificano l’ennesimo e fatale rallentamento nell’istituire un’intesa commerciale che risulterebbe esternamente vantaggioso per le sponde dell’atlantico, oggi fortemente danneggiate dall’imposizione dei dazi del secondo mandato Trump.
L’impero del Centro guarda a Sud
Le diverse e mancate occasioni dell’Unione Europea nello stringere accordi strategici con la regione Latina non sono però andate perdute, sono invece state prontamente raccolte da altri attori, uno fra tutti la Cina. Mentre l’UE restava divisa su come approcciare l’America Latina, l’impero del centro muoveva i primi passi verso la regione. Durante gli otto anni di stop tra il primo summit CELAC-EU, Xi Jinping è volato ben sei volte nella regione, riuscendo a siglare accordi commerciali ben oltre le intese UE-MERCOSUR.
Se infatti quest’ultimo prevede uno scambio vantaggioso tra UE e Argentina sull’approvvigionamento di litio, non include altre e altrettanto importanti materie prime, come antimonio, niobio, bauxite, manganese, grafite, metallo di silicio, tantalio e vanadio, presenti in America Latina e che la Cina ha incluso nei suoi pacchetti. Componenti fondamentali per assicurarsi una diversificazione delle materie prime impiegabili allo sviluppo di server e chip, indispensabili oggi per una potenza che di fatto gareggia per il primato tecnologico.
Inoltre, durante questo lungo avvicinamento alla regione latina, la strategica di cinese non si è limitata a siglare accordi commerciali. Pechino ha di fatto imparato ad esercitare il suo soft power anche verso Paesi una volta distanti, per cultura e interessi, alla causa cinese riuscendo a erodere silenziosamente la vicinanza e il sostegno verso Taipei. Una manovra di pura astuzia geopolitica, resa possibile dal vuoto lasciato dalla mal calcolata strategia europea.
Anatomia di una strategia
La débâcle europea in America Latina non è stata del tutto inutile, quanto meno è servita agli analisti europei per analizzare dal principio gli errori che l’hanno resa possibile. 1. Il dilatamento dei tempi nel riprogrammare un nuovo summit EU-CELAC, ha permesso alla Cina di avvicinarsi e intrecciare rapporti di fiducia oltre che commerciali con la regione. 2. La mancata risoluzione delle controversie tra i Paesi UE per la firma dell’accordo EU-MERCOSUR ha favorito la sfiducia nelle capacità europee. 3. Il mancato allineamento con Paesi come Brasile e Argentina su temi fondamentali come la deforestazione ha minato la credibilità dell’istituzione.
Tuttavia, certificare gli errori non comporta essere fuori dalla partita. La presa di consapevolezza da parte dell’UE segna un passo importante verso una rinnovata volontà di agire meglio in futuro. Nonostante tutto la regione latina resta strettamente legata a quella europea, per questo una nuova strategia dovrebbe partire proprio dal valorizzare le vicinanze linguistiche, culturali, giuridiche ma osservandole non come ugualmente riproducibili. Concepire l’America Latina come un diversificato regionalismo, segnerebbe un primo decisivo avvicinamento, non solo per comprendere meglio come e dove agire ma anche per offrire maggior coinvolgimento nelle decisioni comuni e per mostrarsi come veri partner.
È proprio su questo atteggiamento paritario che l’Unione Europea dovrebbe modellare il proprio approccio così da distinguersi da quello di altri partner della regione. Se infatti è vero che la Cina è abilmente riuscita a permeare il continente latino, è altrettanto vero che l’approccio cinese è risaputamente predatorio e non paritario. La tendenza di Pechino è quella di applicare una strategia/trappola verso quei Paesi tendenzialmente meno forniti da meccanismi di difesa economici e anticorpi democratici, e quindi più facili da permeare. Seppure con le dovute differenze, l’azione cinese in Africa ne è da esempio.
Non è scontato quindi che Paesi come Brasile, Cile, Venezuela e altri della comunità LAC, possano in futuro rivalutare il rapporto di partnership con la Cina. In questo avvicinamento strategico, un ruolo cruciale deve essere giocato soprattutto da Italia e Francia. I due Paesi di derivazione latina hanno sottovalutato per troppo tempo il potenziale della vicinanza culturale con il Sud America. Prendendo esempio dalla Spagna che ha invece intrapreso da tempo un rapporto privilegiato con alcuni Paesi LAC, la triade latina potrebbe diventare il vero motore della futura strategia europea.
- A.Kojève, Progetto di una dottrina della politica francese, in “Limes”, Il triangolo sì.
- M.GOBAT, The Invention of Latin America: A TransnationalHistory of Anti-Imperialism, Democracy, and Race, in “American Historical Review”, Dicembre 2013
- ISTAT, Gli italiani residenti all’estero – anni 2023 e 2024 Istat+1
- Dossier Statistico Immigrazione 2024 (IDOS) -dati e sintesi sull’immigrazione in Italia. Integrazione Migranti
- Fondazione Migrantes /Rapporto “Italiani nel mondo” / Rapporto Immigrazione (2023). Fondazione Migrantes+1
- IOM – Migration Trends in the Americas (briefs, 2023–2024). lac.iom.int+1
- IDB – Remittances to Latin America and the Caribbean in 2024 (report). publications.iadb.org
- Documentazione normativa e codici civili (esempi): WIPO / Codice civile e commerciale argentino (Cod. Civ. y Com. Arg., 2015) ; Codice Civile del Brasile (2002); Codice Civile Federale del Messico (documento OAS).
- S.De La Fed, I leader europei disertano il vertice EU-CELAC segnato dalle nuove pressioni USA sull’America Latina, in “Euronews” https://www.eunews.it/2025/11/07/i-leader-disertano-il-vertice-ue-celac-in-colombia-segnato-dalle-nuove-pressioni-usa-sullamerica-latina/
- ISPI, Sánchez in America Latina tra diplomazia progressista e rilancio del dialogo euro-latino-americano, , https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/sanchez-in-america-latina-tra-diplomazia-progressista-e-rilancio-del-dialogo-euro-latinoamericano-214927 25 luglio 2025
- JOINT DECLARATION OF THE CELAC-EU SUMMIT 2025, Santa Marta, Colombia, 9 novembre 2025
- I.MARQUES de SILVA, Il partenariato UE-MERCOSUR prenderà il via? in “Euronews”https://it.euronews.com/my-europe/2025/09/16/il-partenariato-ue-mercosur-prendera-il-via
- E. BONINI, In America latina l’Ue è arrivata tardi e male, e ora sconta la forte presenza della Cina, in “Eunews” https://www.eunews.it/2025/03/27/america-latina-ue-sconta-presenza-cina/
- V. GENOVESE., P. COLIN, Parlamento Ue blocca il tentativo di affossare l’accordo con il Mercosur, in “Euronews”https://it.euronews.com/business/2025/11/19/parlamento-ue-blocca-il-tentativo-di-affossare-laccordo-con-il-mercosur
- C. VINVIGUERRA, Vertice UE-America Latina: un dialogo incompleto https://mondointernazionale.org/post/vertice-ue-america-latina-un-dialogo-incompleto





