
Le altisonanti dichiarazioni di Donald Trump, in cui esprimeva l’intenzione di acquisire il controllo diretto della Groenlandia, del Canada e del canale di Panama, hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza continentale degli Stati Uniti.
Al di là della concreta possibilità che queste idee si traducano in azioni reali, esse ci forniscono interessanti spunti di riflessione per comprendere quale è la parte di mondo che gli americani considerano imprescindibile per la loro stessa esistenza.
La dottrina Trump
Il 2 dicembre 1823, poco più di 200 anni fa, il Presidente James Monroe presentò al Congresso di Washington lo storico discorso nel quale affermò che per garantire la sicurezza e la prosperità degli Stati Uniti era indispensabile ottenere una posizione di supremazia sulle Americhe, scoraggiando ogni interferenza delle potenze europee negli affari del continente.
Questo principio, noto come Dottrina Monroe, ha costituito il cardine della strategia militare e politica degli Stati Uniti e ha chiaramente influenzato le recenti iniziative di Trump, che ne riprendono i principi e che inscrivono all’interno dello spazio continentale un’area di interesse ancora maggiore.
Il triangolo Alaska – Groenlandia – Panama
Gli Stati Uniti hanno messo piede in Groenlandia a partire dal 1943, con l’istituzione della base aerea di Thule. Dopo la fine della guerra, la presenza americana si è rafforzata e la grande isola artica è entrata nella piena disponibilità militare americana.
Geograficamente parte del continente americano, la Groenlandia assume una duplice funzione di avamposto artico: da un lato preclude l’accesso alla frastagliata costa canadese, dall’altro consente il controllo dei passaggi marittimi atlantici, permettendo di monitorare e scoraggiare eventuali manovre ostili provenienti dall’Europa o dalla Russia occidentale.
Un ruolo analogo è svolto dall’Alaska, che assicura il controllo dello Stretto di Bering e favorisce la proiezione degli Stati Uniti verso l’Estremo Oriente.
Groenlandia e Alaska formano un segmento di sicurezza a difesa del Nord America che viene chiuso a sud con il Canale di Panama, passaggio strategico per il quale gli Stati Uniti sarebbero disposti a intervenire nel caso la sua neutralità fosse messa in discussione oppure venisse utilizzato da potenze nemiche per danneggiarli.
L’importanza delle rotte artiche
Il progressivo scioglimento dei ghiacci nell’Artico sta aprendo nuove vie di navigazione.
Per gli Stati Uniti, presidiare le nuove vie artiche significa garantire un rapido dispiegamento navale in caso di tensioni, assicurando una maggiore protezione dei propri confini settentrionali e dando loro la possibilità di intervenire prontamente qualora necessario.
Nel frattempo, la Russia sta consolidando le basi lungo la sua costa artica, nell’attesa che la nuova rotta diventi pienamente praticabile e con l’obiettivo un percorso vantaggioso per i collegamenti tra estremo oriente, in particolare la Cina, e lo spazio euro-americano.
L’Artico ha inoltre un potenziale notevole in termini di risorse sottomarine, tra cui giacimenti di idrocarburi e depositi di minerali pregiati e terre rare, cruciali per l’industria high-tech e la difesa.