Carta: Elezioni americane del 2024

La vittoria di Donald Trump nelle elezioni americane del 2024 apre una nuova fase nella storia degli Stati Uniti. Il 20 gennaio 2025, l’ex presidente farà ritorno alla Casa Bianca con un programma di governo che pone in primo piano la ristrutturazione dell’economia interna e il rinnovamento dei rapporti internazionali, entrambi fondamentali per il futuro del Paese.

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Elezioni Americane 2024
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La vittoria di Donald Trump alle elezioni americane del 2024 segna l’inizio di una nuova fase nella storia degli Stati Uniti d’America. Il 20 gennaio 2025, l’ex presidente tornerà alla Casa Bianca con un progetto di governo in cui la rimodulazione delle politiche economiche interne e la ridefinizione delle relazioni internazionali occupano un ruolo di estrema importanza.

Una campagna elettorale infuocata

La campagna elettorale è stata molto intensa, caratterizzata da numerosi avvenimenti che hanno infiammato il dibattito. Il ritiro di Joe Biden, motivato da performance non convincenti nel duello televisivo con Trump e da crescenti preoccupazioni sul suo stato di salute, ha aperto la strada alla candidatura di Kamala Harris, vicepresidente uscente, per il Partito Democratico. Nonostante l’endorsement mediatico e il supporto di numerosi personaggi famosi, tra cui Lady Gaga e Taylor Swift, la sfida elettorale si è conclusa con il successo di Trump.

Il tycoon è stato fortemente sostenuto da Elon Musk, intervenuto a difesa del candidato repubblicano in seguito a due tentativi di assassinio. Il primo attentato, avvenuto il 13 luglio 2024 a Butler, in Pennsylvania, ha visto Trump ferito di striscio all’orecchio destro da un colpo di arma da fuoco. Il secondo episodio, del 15 settembre, si è verificato al Trump International Golf Club in Florida, dove l’attentatore è stato fermato prima di poter agire.

Il progetto di Trump

Le priorità della nuova presidenza Trump ruotano attorno al rafforzamento dell’economia statunitense attraverso politiche protezionistiche e una significativa riduzione delle tasse. La promessa di imporre dazi mirati alle importazioni dall’Unione Europea e dalla Cina, uniti agli sgravi fiscali per le aziende che producono sul suolo statunitense, hanno l’obiettivo di favorire le imprese autoctone e di stimolare la produzione e l’occupazione, in particolare nei settori strategici legati all’apparato militare-industriale e alla filiera dei microprocessori.

Per quanto riguarda i rapporti con gli alleati, Trump ha ribadito la necessità di un maggiore contributo europeo alle spese della NATO e la volontà di rivedere accordi commerciali considerati poco vantaggiosi per Washington. Parallelamente, la politica statunitense verso l’Ucraina potrebbe subire un ridimensionamento del sostegno militare a favore di nuove opzioni diplomatiche. In Medio Oriente, il consolidamento dell’asse con Israele potrebbe accentuare le tensioni con l’Iran e influenzare gli equilibri della regione.

Il fronte interno

Dal punto di vista interno, uno degli aspetti più rilevanti di queste elezioni è il cambiamento nella composizione del consenso. Il voto ispanico, tradizionalmente vicino ai democratici, ha mostrato invero un crescente appoggio a Trump, specialmente in stati come Florida, Texas e Arizona, dove gli ispanici rappresentano una porzione importante e in crescita dell’elettorato. Nelle elezioni americane del 2020, il 68% degli elettori ispanici aveva sostenuto Joe Biden, ma questa volta la percentuale si è ridotta al 54%.

Anche tra gli afroamericani si è registrata una flessione del sostegno alla candidata democratica, seppur più limitata. Rispetto all’87% ottenuto da Biden quattro anni prima, Kamala Harris si è fermata al 78%, perdendo circa 9 punti percentuali. Pur restando un margine solido, questa diminuzione è sintomo dell’insoddisfazione di una parte dell’elettorato democratico al modello progressista portato avanti dalla leadership del partito.

Le ragioni di questo spostamento di voti sono principalmente di natura economica e sociale. Molti elettori ispanici si sono sentiti più vicini alla proposta di Trump perché hanno trovato nelle sue istanze una risposta più pragmatica e più in linea con i loro reali interessi. Per quanto riguarda gli afroamericani, alcuni elettori sono rimasti delusi riguardo a riforme in ambito di giustizia penale e lotta alle disuguaglianze, orientandosi verso un modello percepito come più adatto a realizzare cambiamenti concreti.

Che futuro per l’America?

Il nuovo corso inaugurato dall’elezione di Donald Trump prospetta una fase ricca di cambiamenti, sia sul piano domestico sia a livello internazionale. Si tratta di sfide che metteranno a dura prova il fronte interno, segnato da divisioni politiche e culturali sempre più marcate e in certi casi inconciliabili. In questo contesto, la capacità della società americana di gestire la diversità sarà cruciale nella definizione degli Stati Uniti di domani e del ruolo che ricopriranno in un mondo sempre più caotico e complesso.

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